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Missione - Tutto nella Chiesa è al servizio dell’evangelizzazione


Il Papa –parlando ai partecipanti all’incontro del consiglio superiore delle Pontificie Opere Missionarie (fra di loro al meno 3 cappuccini) durante l’udienza di sabato mattina, 14 maggio — ricorda che «ogni cristiano dovrebbe fare propria l’urgenza di lavorare per l’edificazione del Regno di Dio», perché «tutto nella Chiesa è al servizio dell’evangelizzazione». Tanto più oggi che — denuncia — «nuovi problemi e nuove schiavitù emergono nel nostro tempo, sia nel cosiddetto primo mondo, benestante e ricco ma incerto circa il suo futuro, sia nei Paesi emergenti». Dove «anche a causa di una globalizzazione caratterizzata spesso dal profitto, finiscono per aumentare le masse dei poveri, degli emigranti, degli oppressi, in cui si affievolisce la luce della speranza».
Di fronte a questa realtà, «la Chiesa deve rinnovare costantemente il suo impegno di portare Cristo, di prolungare la sua missione messianica per l’avvento del Regno di Dio, Regno di giustizia, di pace, di libertà, di amore». Si tratta di «trasformare il mondo secondo il progetto di Dio con la forza rinnovatrice del Vangelo», gettando le reti «nel mare della storia per portare gli uomini verso la terra di Dio»: un compito — ripete il Pontefice — che è «dell’intero Popolo di Dio».

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Testo e foto dal’Osservatore Romano, 15 Maggio 2011


Ricordiamo in questo contesto le parole del Ministro generale che nella lettera circolare sulla missione parla di Rapporti redenti: “Francesco d’Assisi non solo fu uomo tutto “evangelico”, ma anche uomo “cattolico”, cioè universale con e nella Chiesa. Inserendo nella Regola la norma di come “andare fra i saraceni” volle indicare prima ancora della dimensione del martirio, quella della relazione. Senza nascondere la propria identità di cristiano, il Poverello cercava in primo luogo di incontrare l’altro e di vedere in lui il fratello. L’incontro con il Sultano lo testimonia in modo sorprendente. In questo senso l’azione missionaria dell’Ordine non deve essere intesa in primo luogo alla stregua di una diffusione quantitativa, ma piuttosto come il rendere presente il carisma di san Francesco in culture chttp://www.blogger.com/img/blank.gifhe ancora non lo conoscono. La nostra vuol essere una presenza che intende incidere sulla realtà che la circonda per arricchirla. In ciò essa non mancherà di essere di sostegno alla comunità cristiana. Per essere presenti in questo modo occorre anzitutto fare chiarezza sulla propria vocazione di frati minori: ciò è anteriore sia alla preparazione intellettuale che al desiderio di “andare” in missione.” (Fr. Mauro Jöhri, Nel cuore dell’Ordine la missione, Lettera Circolare 5, 1.6)
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Brussels // Bruxelles - next course, prochain cours, prossimo corso



The next course of our formation program for missionaries will be done in English from 30th August to 26th November 2011.

It is meant for all those brothers who are preparing to leave their own culture and to go to a “Mission”. The past has shown, that participation was more fruitful for those who had already made an experience in a specific mission area. So we specially invite Missionaries who recently started working in the “Mission”. The session wants to be an interactive workshop and not so much an academic teaching. But we would expect also some reading. The condition is knowledge of the English language.

I would like to ask the Major Superiors to let me know me the names of brothers who are interested in participating in this kind of a formation programme. Deadline: May 15th 2011!


Le prochain cours formation pour les nouveaux missionnaires sera donné en anglais, du 30 HaoûtH au 26 novembre 2011.


Ce cours est destiné à tous les frères qui se préparent à laisser leur culture et à aller en « mission ». «Cela vaut aussi pour ceux qui vont du sud au nord de l’Inde ou en Europe». Sont invités aussi les missionnaires qui ont commencé à travailler en «mission». Une condition: connaître le anglais. J’invite les Supérieurs Majeurs à me communiquer les noms des frères qui sont intéressés à participer à ce type de programme de formation. Date d’échéance : 15 mai 2011.


Il prossimo corso per la formazione dei nuovi missionari in inglese avrà luogo dal 30 agosto al 26 novembre 2011.


Il corso è destinato a tutti quei frati che si preparano a lasciare la propria cultura e ad andare in una “Missione” (termine che è applicabile anche a coloro che vanno dall’India del Sud nell’India del Nord o a coloro che vanno in Europa). I missionari con una certa esperienza nel paese della loro missione hanno potuto profittare meglio del corso. Invitiamo per questo specialmente i missionari che hanno cominciato di recente a lavorare in “Missione”. Condizione è che conoscano il inglese.
Vorrei chiedere ai Superiori maggiori che mi comunichino i nomi di frati che sono interessati a partecipare a questa forma di programma di formazione. Ultimo termine è il 15 maggio prossimo.

100 anni fa - L'erezione del Vicariato dell'Eritrea affidato ai Cappuccini

La data storica dell’erezione del Vicariato dell’Eritrea è il 7 febbraio 1911. Tale è infatti il giorno e l’anno del decreto San Pio X elevava la Prefettura Apostolica dell’Eritrea a Vicariato Apostolico. A reggere la nuova circoscrizione veniva nominato P. Camillo Carrara da Albino. Consacrato vescovo a Milano il 26 febbraio 1911, partiva per l’Eritrea con 9 frati cappuccini lombardi, sbarcando a Massawa il 31 marzo, e giungendo ad Asmara il 3 aprile.

Da quel giorno alla data della sua morte il 15 giugno 1924, svolse un’intensissima e instancabile opera pastorale e di evangelizzazione. Per citare solo qualche esempio della sua multiforme attività: la particolare cura per il seminario di Keren, la Tipografia Francescana, la scuola di arti e mestieri di Segheneiti, gli inizi dell’evangelizzazione in terra cunama, l’erezione del Collegio Etiopico in Vaticano, gli inizi o il consolidamento della fede cattolica in vari villaggi dell’Eritrea, la costruzione della cattedrale Beata Vergine del SS. Rosario in Asmara, ecc.

Le tre Eparchie che attualmente costituiscono la Chiesa locale sono infatti frutto di questa evoluzione storica, che ha nell’istituzione del Vicariato il suo seme e la sua pietra angolare. Chi ha accompagnato questa crescita a prezzo di grandi sacrifici e di una generosa abnegazione, ha portato la nostra comunità cattolica alla sua maturazione come chiesa locale, sono stati i nostri Padri Cappuccini.

L’occasione per l’erezione del Vicariato fu la nascita dell’Eritrea come entità politico-geografica nel 1890.

Più di 6 Millioni di Dolari per 50 progetti, 260 missionari e più di 1570 frati in formazione - Solidarietà Economica nel 2011


Nella foto: La Commissione per la Solidarietà economica con fra Piotr, il Promotore della Solidarietà.

Per l'anno 2011 i bisogni dell'Ordine sono sempre tanti e all’Ufficio della Solidarietà Economica è stato chiesto di impegnarsi ancora una volta per un aiuto che totalizza la cifra di 6.250.000 USD. Tale somma comprende il sostegno a più di 50 progetti, il mantenimento di 260 missionari cappuccini presenti in 18 nazioni e la cura della formazione iniziale di 1570 giovani frati residenti in quattro continenti. È inoltre necessario un altro milione di Euro per la formazione accademica universitaria di 80 studenti del Collegio Internazionale “San Lorenzo da Brindisi” di Roma. C'È bisogno del tuo aiuto.

Auch 2011 steht der ORden vor Herausforderungen. Der Promotor der Solidarität muss insgesamt 6.250.000 Dollar zusammenbringen. Mit diesem Betrag werden über 50 Projekte, der Lebensunterhalt von 260 Missionaren in 18 Ländern sowie die Grundausbildung von 1570 jungen Brüdern finanziert. Darüber hinaus brauchen wir eine weitere Million Euro für die postgraduierten Ausbildung in unserem Internationalen Kolleg in Rom. Jede Hilfe ist willkommen.

Tavola di Animazione


All’inizio dell’attuale governo dell’Ordine, il Ministro generale e i Definitori avevano espresso il desiderio di avere una “Tavola d’Animazione” che includesse tutti i Segretariati della Curia per un lavoro ben organizzato e sinergico tra i vari ambiti di animazione dell’Ordine.

Fra Helmut Rakowski, a seguito di alcuni incontri preliminari, ha organizzato e animato questo incontro del 16 e 17 giugno che si è svolto in due fasi: la prima in Curia Generale dove ha partecipato il Ministro Generale, e la seconda a Frascati.

A questo ormai terzo incontro hanno partecipato: fra Helmut Rakowski Segretario Generale per la Missione, fra Piotr Komorniczak Pomotore della Solidarietà, fra Bernd Beermann Direttore di Giustizia Pace ed Ecologia, fra Rocco Timpano Segretario Generale della Formazion e fra Prince Valiyakunnel, fra Marek Miszczyński e fra Piero Véliz membri del Segretariato della Formazione.

Incontrarsi è sempre una grande possibilità di conoscersi e di sgomberare i canali della comunicazione. Comunicare aiuta a coordinare e ad avere obbiettivi comuni senza spreco di energie solitarie. In questo modo l’azione di animazione diventa più incisiva. Questa è la sfida evidenziata in questo incontro e che lo Stesso Ministro ha sottolineato.

Il blog del UGF

40 ANNI SENZA NATALE

I cappuccini a servizio della prima evangelizzazione a Cuba
Solo nel 1998, in occasione della visita di Giovanni Paolo II a Cuba, Fidel Castro introdusse di nuovo il Natale come giorno festivo. Un piccolo dettaglio, che fa capire chiaramente la situazione della Chiesa e i problemi dell’evangelizzazione. Per 40 anni la religione non ha costituito argomento in quest’isola dei Caraibi.
“Ogni bambino e ogni giovane che viene in chiesa è un dono di Dio”, dice fr. Philip Cutajar, cappuccino maltese, che lavora a Cuba dal 1999. Il 60% della popolazione veramente è battezzata, ma in chiesa vengono circa tre cubani su cento, e fra i giovani ancora meno.
I primi cappuccini vennero a Cuba nel 1681. Da più di cento anni i frati di Castiglia sono responsabili della presenza. Attualmente essa si limita a due case a L’Avana e una presenza a Santa Clara. Ultimamente il numero dei cappuccini è stato molto ridotto. Un aiuto è venuto dai cappuccini di Malta, ma di essi è rimasto soltanto fr. Philip. Frattanto c’è anche un cappuccino cubano della Provincia di Pennsylvania e quattro frati della Provincia del Maranhão in Brasile.
Cuba oggi è luogo di prima evangelizzazione. Molte persone, specialmente i giovani, non hanno alcuna idea del cristianesimo. In un gruppo di giovani a Santa Clara i quindici ragazzi e ragazze di età fra i 15 e i 24 anni si scambiano le loro esperienze. “L’insegnante non ha alcuna comprensione per la frequenza alla Messa alla domenica”. Quindi ogni 14 giorni, quando ci sono manifestazioni alla scuola, Isabel non può venire alla Messa. “Se a qualcuno dovesse essere fatto un monumento per i suoi meriti riguardo alla fede, certamente si dovrebbe fare alle nonne”, dice fr. Philip. Esse si sono impegnate per quel poco su cui noi oggi possiamo costruire. Tuttavia i cattolici attivi a Cuba hanno spirito missionario. E le chiese stanno riempiendosi sempre più. Siccome il governo non permette di avere nuove cappelle o spazi per riunioni nelle nuove zone edificate, la gente si riunisce in piccoli centri missionari nelle case private: prima per gruppi di preghiera, poi per la preparazione ai sacramenti e più tardi per l’Eucaristia. E poi ci sono sempre le visite ai malati e gli aiuti ai poveri. Con molta pazienza e anche con molte rinunce i missionari cappuccini lavorano a Cuba con la gente. E si rallegrano dei frutti. Dopo 40 anni alla fine a Cuba si festeggia di nuovo il Natale. (HR)

Martiri dalla Cina tornati in Austria



Appena dopo 54 anni dalla loro violenta morte in Cina, le ossa dei due missionari cappuccini fr. Antonin Schröcksnadel e fr. Theophil Ruderstaller sono tornate in Tirolo (Austria), loro patria. I due cappuccini il lunedì di Pentecoste del 1946 durante l’Ufficio dei Vespri dai comunisti furono trascinati via dalla chiesa occupata di Fudjin e, portati nella loro casa, furono fucilati. Il Vescovo di Innsbruck, Dott. Manfred Scheuer insieme al Provinciale fr. Radek ha salutato i missionari di Cina ritornati in patria, esprimendo così il suo desiderio: “Aiutateci ad essere testimoni della fede”.

Nell’affollata chiesa dei cappuccini le due piccole bare con le ossa dei due testimoni della fede sono state collocate esattamente nel punto dove essi nel 1933 e 1940 furono inviati in Manciuria, la missione nella Cina del nordest dell’allora Provincia cappuccina del Tirolo del Nord. Nel 1933 la Provincia aveva assunto dai Benedettini missionari di s. Ottilio una parte dell’enorme territorio di missione nella regione al confine con la Russia. Tale missione più tardi divenne Missione e Prefettura del Kiamusze. In totale lavorarono in tale territorio 13 missionari del Tirolo del Nord. Lo scoppio della secondo guerra mondiale e la situazione politica non permisero l’invio di altri frati. I missionari stessi, oltre che nell’annuncio della fede, furono attivi specialmente nell’ambito della scuola e dell’assistenza medica. Le condizioni politiche non furono mai realmente favorevoli ed essi effettivamente lavorarono soltanto per breve tempo in una Manciuria politicamente indipendente. Il territorio cadde presto prima sotto l’occupazione giapponese e poi sotto quella russa. Ma la fine dell’impegno missionario degli austriaci fu segnata dalla rivoluzione cinese e dalle truppe di Mao.

A Fudjin, provincia di Heilonjiang, il 10 giugno 1946 un gruppo di comunisti armati irruppe nella chiesa, proprio mentre la comunità con i cappuccini stava pregando i Vespri. I tre cappuccini furono violentemente trascinati nella loro casa e lì fucilati. Uno morì subito, l’altro fu gravemente ferito e morì poco dopo. Tuttavia poté dare l’assoluzione al fratello laico Günther Krablicher. Fr. Günther sopravvisse gravemente ferito all’attentato mortale.

Alcuni anni fa ci furono diversi segni di vita provenienti dalla Cina, che indicavano come durante i lavori di costruzione di un canale si erano scoperte le tombe e come i cappuccini se le potevano assicurare, pur pagandole. Ma tale possibilità non si realizzò. Quindi l’archivista della Provincia cappuccina di Austria, fr. Gaudentius Walser, chiese ai coniugi Gisela e Dott. Gunther Gensch di fare ricerche durante uno dei loro soggiorni in Cina riguardo alla Missione dei cappuccini e alle tombe. Mentre nel 2007 e 2008 essi trovarono la chiesa in stato di abbandono e localizzarono le tombe, nella loro visita del 2009 incontrarono una nuova situazione. La città di Fudjin aveva trasformato la chiesa e la stazione della missione in museo cittadino e nel farlo aveva chiaramente conservato il carattere religioso dell’edificio. Durante la loro visita al museo cittadino i coniugi Gensch si trovarono improvvisamente di fronte ad un gruppo di cattolici, che erano inginocchiati sul pavimento della loro chiesa di un tempo davanti all’immagine del presbiterio e recitavano il rosario. Nella città c’è ancora una comunità di circa 150 cattolici, il seme della missione nonostante le avverse circostanze è germogliato. Con l’aiuto del direttore del genio civile Wei Guo Liang e la partecipazione dei cattolici più tardi furono localizzate ed esumate le ossa dei due martiri. Nella festa del beato Bernardo e dei suoi compagni, primi martiri dell’Ordine francescano, i coniugi Gensch poterono consegnare le ossa ai cappuccini di Innsbruck. L’inumazione nella chiesa dei cappuccini avverrà nell’anniversario della loro morte.

Nel 1953 gli ultimi missionari cappuccini stranieri dovettero abbandonare i due territori di missione in Manciuria e nel Gansu. Tuttavia l’Ordine è rimasto presente con alcuni pochi confratelli indigeni. Possa la testimonianza di fede dei due martiri rafforzare questa presenza! Il direttore del genio civile di Fudjin, d’altra parte, ha promesso di costruire una nuova chiesa per la piccola comunità cattolica della città. È il prossimo progetto di Gisela Gensch. La missione dei cappuccini continua.






“Operation White Christmas” - 'immigrant clean-up' initiative in Northern Italy


Brescia, 18 Nov. (AKI) - The mayor of the small town of Coccaglio, located in the northern Italian region of Lombardy has launched a campaign to "clean-up" the city of immigrants, ahead of the Christian holidays next month, Italian media said on Wednesday. The town council has dubbed the operation "White Christmas".
There is no crime here. We only want to start cleaning up," said the mayor of Coccaglio, Franco Claretti.
The "White Christmas" campaign is being spearheaded by Claretti and six town councillors from Italy's ruling conservative People of Freedom party and its junior coalition partner, the anti-immigrant Northern League party.
Read more in Italian on www.repubblica.it

Bruxelles/ Brussels / Bruselas 2010

1. Français
2. English
3. Italiano

Le prochain cours formation pour les missionnaires sera donné en français, du 1 mars au 26 mai 2010.

Ce cours est destiné à tous les frères qui ont commencé à travailler en «mission. «Cela vaut aussi pour ceux qui vont du sud au nord de l’Inde ou en Europe». Ce cours n’est pas fait pour ceux qui partent seulement pour un court séjour, mais pour ceux qui partent pour quelques années. Sont invités aussi les missionnaires Les conditions: connaître le français, expérience missionnaire .

J’invite les Supérieurs Majeurs à me communiquer les noms des frères qui sont intéressés à participer à ce type de programme de formation.

Cher Ministre, merci de votre collaboration. Je souhaite que cet effort du bureau de l’animation missionnaire nous aide à grandir dans l’esprit franciscain de la Mission.

Merci de m’informer dès que possible des noms des participants intéressés, en indiquant leur nom, quelques informations personnelles, leur niveau de maitrise du français, les renseignements personnels du passeport, le pays de leur «mission». Date d’échéance: 15 novembre 2009.


The next course of our formation program for missionaries will be done in French from 2nd March to 24th May 2009.


It is meant for all those brothers who are preparing to leave their own culture and to go to a “Mission” (it is applicable also to those going from South India to North India, or those going to Europe). It is not designed for those who go only for a short experience. They should go for some years. The past has shown, that participation was more fruitful for those who had already made an experience in a specific mission area. So we specially invite Missionaries who recently started working in the “Mission”.
The condition is knowledge of the French language and some missionary experience.

I would like to ask the Major Superiors to let me know me the names of brothers who are interested in participating in this kind of a formation programme.

Dear brother Minister,
Thank you for your collaboration. I hope that this effort of the Office of Mission Animation will help us to grow in the Franciscan spirit of Mission.

Please inform me as soon as possible about interested participants, indicating Name, some personal data, knowledge of the French language, the place of their “mission”.
The course will be held only if there are sufficient participants enrolled until November 15th. Please express your interest during the next 2 weeks.


Il prossimo corso per la formazione dei nuovi missionari in francese avrà luogo dal 1 marzo al 26 maggio 2010.


Il corso è destinato a tutti quei frati che si preparano a lasciare la propria cultura e ad andare in una “Missione” (termine che è applicabile anche a coloro che vanno dall’India del Sud nell’India del Nord o a coloro che vanno in Europa). Non è invece per coloro che vanno soltanto per una breve esperienza. Si tratta quindi di coloro che andranno per diversi anni. I missionari con una certa esperienza nel paese della loro missione hanno potuto profittare meglio del corso. Invitiamo per questo specialmente i missionari che hanno cominciato di recente a lavorare in “Missione”. Condizione è che conoscano il francese e una esperienza nel lavoro.

Vorrei chiedere ai Superiori maggiori che mi comunichino i nomi di frati che sono interessati a partecipare a questa forma di programma di formazione.

Caro fratello Ministro,
grazie per la tua collaborazione. Spero che questo sforzo dell’Ufficio dell’Animazione missionaria ci aiuti a crescere nello spirito francescano della Missione.

Per favore, informami prima possibile riguardo ai partecipanti, indicandone il nome, alcuni dati personali, la conoscenza della lingua francese, il luogo della loro “missione”.
Ultimo termine è il 15 novembre prossimo per comunicare il vostro interesse. Perché abbiamo bisogno di un numero minimo di partecipanti per poter organizzare il corso.

Tunisia, Tunesia, Tunesien - part of the Capuchin history


Per più foto e informazioni fai click sulla foto.
For more pictures and some information make click on the foto.
Für weiter Bilder und INformationen clicke auf das Foto.

100 years of promoting faith and life - Capuchins in Brazilian Amazon

Per informazioni in Italiano vai qui.

Manaus (Agenzia Fides) – During these days, in Manaus, the capital of the Brazilian Amazon, is hosting the celebration of the centennial anniversary of the arrival Capuchin Friars Minor who came over from Umbria (Italy). The first four brothers arrived on July 26, 1909.


The religious came from Assisi and were sent to Solmoes, the most western part of the Amazon filled with waterways and jungle, located between Colombia and Peru. There, they worked offering assistance to the “seringueiros” (rubber plantation workers) and Ticuna Tribe, the most numerous in all Brazil. The territory covered an area of 140,000 km sq. and had a little over 20,000 inhabitants.

The impact with the climate was mortal, so much so that one of them died of yellow fever just a year after his arrival, at age 27. Two, not long afterwards, were swept away by the muddy river waters and the rest were frequently hospitalized in Manaus for treatment of infections and various tropical disaeases. During a visit to Pope Pius XI, Fr. Evangelista de Cefalonia, the first Apostolic Prefect of the mission, affirmed that the climate “two missionaries immobile per year.”
Now, in Solimoes, there are 142,000 inhabitants in an area of 133,000 km sq. (a little over one inhabitant per square kilometer), and 99 religious who have joined in the evangelization effort and in social promotion with the opening of schools, a hospital, and an infinite number of multi-purpose centers, in addition to the formation of local vocations who are now a part of the Vice Province of Solimoes, formed by 40 religious, in 8 houses: two in Manaus, one in Humaita, and the rest along the river that the indigenous people call “Rio Mar.”
The religious celebrated the anniversary with many liturgical events in the various residencies, as well as with a retreat and a reflection on the mission in one of the houses of Manaus and in the monastery of the Poor Clares, which was opened three years ago in honor of the centennial anniversary.
The work that has been carried out by the religious, amidst difficulties and adversities, will be recalled in a book that will soon be published and in a documentary produced by “Nova-T” of Turin (Italy), which is linked to the Capuchin Order. (RG) (Agenzia Fides 29/7/2009)


Brussels / Bruxelles / Bruselas 2009 Inscriptions open

The next course of our formation program for missionaries will be done in English from 31st August to 22nd November 2009.
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Le prochain cours formation pour les nouveaux missionnaires sera donné en anglais, du 31 août au 22 novembre 2009.
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Il prossimo corso per la formazione dei nuovi missionari in inglese avrà luogo dal 31 agosto al 22 novembre 2009.
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Essere missionari “ad gentes” vivendo come fratelli “inter gentes”

Fra Damiano Angelucci OFMCap è cappuccino delle Marche. Da poco tempo si trova in missione in Benin. Il giovane cappuccino propone idee di fondo per tentare un nuovo modo di essere missionari francescani cappuccini “ad gentes”. Invitiamo alla discussione.

Come ha detto il Generale nell’ultima lettera sulla formazione, noi cappuccini dovremmo essere sempre in continuo atteggiamento di rinnovamento. Questo per nostra natura, e non per svilire ciò che già si è fatto finora.

Sentendo e vedendo l’esperienza di tanti con-fratelli missionari, sembra che un certo modo tradizionale di essere missionari “ad gentes” che valorizza le attività pastorali e le opere sociali, porti a sacrificare molto la dimensione comunitaria. Penso che dovremmo essere missionari “ad gentes” vivendo come fratelli “inter gentes”. La prima evangelizzazione dovremmo farla per “attrazione” al Bello che è in mezzo a noi.

Quindi ritengo che il nostro primo mezzo di evangelizzazione sia proprio l’essere una fraternità contemplativa, luminosa, centrata fortemente sulla presenza del Cristo in mezzo a noi.

Ciò premesso, metterei tre elementi alla base di una possibile nuova esperienza missionaria:

1 preghiera comunitaria,

2 lavoro manuale,

3 evangelizzazione (lavoro pastorale).

La preghiera comunitaria deve essere la spina dorsale imprescindibile della fraternità.
Quindi porrei la preghiera liturgica, la condivisione della Parola e l’adorazione eucaristica come fondamento della vita di preghiera, dandogli tempo e la priorità nell’organizzazione della settimana.

Il lavoro manuale deve essere segno per noi e anche per chi ci vive intorno. Il lavoro non può essere solo quello intellettuale e/o pastorale, perché altrimenti alimentiamo il pregiudizio che farsi frate vuol dire risolvere i problemi materiali della vita. Almeno in minima parte dobbiamo vivere di quello che produciamo. Anche il Generale ha richiamato nell’ultima lettera la necessità che i lavori in un convento non siano sempre delegati ai laici.

L’attività di evangelizzazione dovrebbe essere svolta senza pregiudicare la vita della comunità.
Ecco perché immagino una comunità di 4 o 5 frati dalla quale due frati (non sempre gli stessi) ogni tanto si sganciano per andare ad annunciare. Meglio ancora se tutta la comunità si sposta, di tanto in tanto, per fare servizio dove saranno chiamati o accolti. Oppure l’annuncio potrebbe anche essere svolto dando una mano alla parrocchia in cui territorialmente si è presenti. Mi sembra che , per quanto detto finora, assumersi la responsabilità diretta di una parrocchia ci ostacolerebbe il fine prefissato.

Al riguardo sarebbero da evitare mezzi pastorali e di comunicazione esagerati rispetto all’ambiente in cui si vive. Potrebbe bastare un auto veicolo per tutti (o comunque farlo bastare!), un telefono per tutti, un computer per tutti, un’unica cassa (!) per tutti.
Per iniziare non deve essere necessario costruire un nuovo convento. Penso basterebbe utilizzare una struttura già esistente, se c’è. Certo garantendo un minimo di igiene e protezione dalle zanzare.

Recanati (MC), 11 gennaio 2009
Fra Damiano Angelucci

Mission secretariate reorganized // Segretariato missione riorganizato

1. Information in English
2. Informazione in Italiano

We reorganized the General Secretariat for missionary animation. Br. Piotr Komorniczak of the Vice-Province of Ukraine will in future work as Promoter of Solidarity. This office will continue to be based in the Mission secretariat. Br. Helmut Rakowski will lead the Secretariat as General Secretary for Missionary Animation, devoting himself in particular to missionary animation.
For your information and practical use, here are the (new) OFFICIAL contact details of the Mission secretariat:

Br. Helmut Rakowski OFMCap
General Secretary for missionary Animation
Tel: + 39 06 462012.13
Fax: + 39 06 4828267

Br. Piotr Komorniczak OFMCap
Promoter of Solidarity
Tel: + 39 06 462012.31
Fax: + 39 06 4828267


The old e-mail address prom.solidarity (ad) ofmcap.org will no longer be in use as from 31. January 2009. Attention: We have already problems with this mail ID. Please change immediately.


Abbiamo riorganizato il Segretariato per l’animazione missionaria. Fr. Piotr Komorniczak, della Viceprovincia dell’Ucraina, in futuro svolgerà il compito di Promotore della solidarietà. Tale impegno continuerà ad essere svolto nell’ambito del Segretariato della missione. Fr. Helmut Rakowski guiderà il Segretariato come Segretario generale per l’animazione missionaria e si dedicherà in modo particolare all’animazione missionaria.
Vi comunico i (nuovi) dati di contatto con il Segretariato generale per l’animazione missionaria:

Fr. Helmut Rakowski OFMCap
Segretario generale per l’animazione missionaria
Tel: + 39 06 462012.13
Fax: + 39 06 4828267

Fr. Piotr Komorniczak OFMCap
Promotore della solidarietà
Tel: + 39 06 462012.31
Fax: + 39 06 4828267

Il vecchio indirizzo e-mail prom.solidarity(ad)ofmcap.org dal 31 gennaio 2009 non è più in uso. Attenzione: Abbiamo già dei problemi con questo indirizzo. Cambiate subito per favore.

Bruxelles - Brussels 2008


The French program at Brussels just finished at the end of May.

The five Capuchins participating at the course were:

Br. Damiano ANGELUCCI (Italy), Br. Francis BASANI (India), Br. Grzgorz SWIDERSKI (Polonia), Br. Jacek DYBALA (Polonia), Br. Jean Ndolo MOBENZA (Congo).

Br. Aubert BERTRAND served as the Coordinator on behalf of the Capuchins. He was very much appreciated as valuable resource person by all the participants. Thank you very much for offering your time and your experience!

The next course of our formation program for missionaries will be done in English from 30th August to 23rd November 2008.

The course is meant for all those brothers who are preparing to leave their own culture and to go to a “Mission” (it is applicable also to those going from South India to North India, or those going to Europe). It is not designed for those who go only for a short experience. They should go for some years. The past has shown, that participation was more fruitful for those who had already made an experience in a specific mission area. So we specially invite Missionaries who recently started working in the “Mission”.



Lo stile di evangelizzazione - Spiritualià missionaria


Desidero segnalarvi la Settimana Nazionale di formazione e spiritualità missionaria prevista alla Cittadella di Assisi dal 29 agosto al 3 settembre 2008.

Il tema della settimana 2008 sarà Lo stile di evangelizzazione delle prime comunità cristiane e si legherà insieme alla trattazione dello scorso anno sulla Parola di Dio in cammino nella storia – tematica che sarà al centro del Sinodo dei Vescovi del prossimo ottobre – e alla celebrazione dell’anno giubilare dedicato a San Paolo che si aprirà il prossimo 28 giugno a circa duemila anni dalla nascita del grande Apostolo delle Genti.

Sperimentiamo ogni giorno che non solo le parole e i gesti evangelizzano, ma anche lo stile delle proposte e soprattutto lo stile di vita dei cristiani e delle comunità. Vorremmo così interpellare l’esperienza delle prime comunità, di cui Paolo è insieme testimone e protagonista, per rivisitare il loro modo di evangelizzare e verificare quanto lo spirito e le scelte delle origini continuano nella Chiesa di oggi.

Trovate più informazioni e la scheda di inscrizione sulla pagina web: http://www.chiesacattolica.it/cci_new/PagineCCI/index1.jsp?idPagina=23

Il termine di raccolta delle iscrizioni è il 30 giugno 2008.

UN LAMA TIBETANO CAPPUCCINO


fra Orazio Olivieri da Pennabilli (della Penna) che i tibetani chiamavano "Lama testa bianca"

"La scoperta e il rispetto dell'altro"

Il 15 giugno 1994 il Dalai Lama Tenzin Gyatso fu a Pennabilli a ricordare il cappuccino fra Orazio della Penna nel 250° della morte. Un evento eccezionale, che testimonia il valore sociale e culturale della presenza dei missionari cappuccini nel lontano paese dell’oriente, che la Chiesa cattolica tentò di evangelizzare agli inizi del ‘700. Francesco Orazio Olivieri nacque di nobili origini a Pennabilli nel 1680. Soltanto terminati gli studi entrò in convento a Pietrarubbia, facendosi cappuccino. In quegli anni la Chiesa di Roma aveva deciso di istituire una missione in Tibet, affidandola alla cura dei cappuccini della Marca. L’esperienza durò pochi anni per difficoltà sia di inserimento nel tessuto sociale tibetano sia per mancanza di mezzi. Nel 1712 venne inviata una nuova missione. Della piccola comitiva di frati faceva parte anche il nostro Orazio, che, partito nell’autunno del 1712, arrivò quattro anni dopo nella capitale Llhasa dove, ottenuto il placet delle autorità, si stabilì nel grande monastero buddista di Sera, centro culturale nel quale studiò la lingua, la cultura, gli usi tibetani. Fra Orazio apprese perfettamente la lingua tanto da pubblicare nel 1732 il primo dizionario tibetano-italiano con ben 33.000 vocaboli, un testo rimasto unico per secoli. In buoni rapporti con i monaci, con lo stesso Dalai Lama e con il Reggente, padre Orazio (“Lama testa bianca” come lo chiamavano affettuosamente i locali) e gli altri cappuccini operarono al servizio della gente del posto, soprattutto praticando la medicina. Tale attività insieme alla mitezza dei comportamenti procurano loro l’affetto della gente: “voi che siete venuti da molto lontano con la mentalità che non è rivolta a cibo, guadagno, fama, donne e sostentamento, siete stati utili a molte creature” è scritto in una corrispondenza con il Reggente. La missione aveva però bisogno di aiuti e finanziamenti, motivo per il quale fra Orazio tornò a Roma dove, nel 1736, ottenne denaro e strutture (addirittura una stamperia con caratteri tibetani). Nel 1738 riprese la via dell’oriente insieme a tre confratelli, e il 6 gennaio 1741 fu finalmente di nuovo a Llhasa. Dal Dalai Lama e dal Reggente, ai quali consegnò una lettera e ricchi doni del Papa, ottenne di mantenere la missione e di esercitare liberamente azione evangelizzatrice e di proselitismo. L’ospizio funzionò sempre di più, la stamperia produsse opuscoli e interventi a favore della chiesa cattolica ma anche traduzioni di testi tibetani. Sembrava che la presenza dei frati continuasse in un clima di grande serenità, ma la disobbedienza di alcuni convertiti in alcuni obblighi verso lo stato (non dimentichiamo la netta convergenza esistente in Tibet fra stato e religione) portò la missione ad essere vista come nemico del popolo tibetano. Nonostante il prestigio di Orazio, i frati vennero sempre più evitati sino alla drastica decisione di chiudere e distruggere a furor di popolo la piccola missione il 20 aprile 1745. I cappuccini ripararono nel vicino Nepal, nella missione di Patan. Qui, scorato e vinto, fra Orazio della Penna si spense poco dopo, il 20 luglio 1745.

da: www.oraziodellapenna.com



Il Dalai Lama scrive a un Cappuccino

Lettera del VII° Dalai Lama al Padre Orazio Olivieri da Pennabilli

23 luglio 1733

"Non poco e stato il piacere e la consolazione che ci ha dato la tua lettera, la notizia della tua buona salute e la sciarpa che ci hai inviato o Lama Orazio che possiedi tutte le virtù e un cuore d'oro. Noi siamo in buona salute e sentiamo un grande dispiacere leggendo la tua lettera perché ci ricorda una volta ancora che hai lasciato il nostro regno; ma bada a te stesso ed al tuo viaggio e ricorda che il nostro cuore è unito al tuo. Abbiamo aiutato in tutte le cose il tuo compagno Giovacchino. Sebbene tu vada molto lontano nella tua terra non dimenticarti mai di noi. Stanno impressi nel nostro cuore tutti i discorsi che ci hai fatto con grande amore della tua religione e la lettura del tuo libro ci ha dato grande soddisfazione".

da: www.oraziodellapenna.com